Siamo nel  "tempo degli uomini", non c’è più una Terra di Mezzo se non quella che esiste nei nostri spazi interiori.
Però, forse,  i Silmaril - le pietre lucenti narrate da Tolkien - possiamo cercarli lo stesso. Trovarne qualche frammento per tentare di comporre il mosaico che collega i mondi antichi a quelli moderni. Cercando di capire dove risieda oggi la qualità dell’essere, o la sua assenza, annusando il profumo sottile delle cose che ci circondano. Ma è importante anche scovare i brogli e contraddizioni, e provare a non farsi travolgere da quegli  anelli di potere (tanti, troppi) spesso camuffati, nascosti, che si giocano oggi i destini individuali e quelli collettivi. 
Navigare con ironia in mezzo alle tecnologie,  alle informazioni; danzare la danza rapida dei consumi e dei fatti. Certo, sarà difficile inciampare – oggi - in uno smeraldo nascosto. Ma si scava, si scava. In fondo per cercare le pietre bisogna andare sottoterra. E sporcarsi le mani, frugare in mezzo a varie mondezze. 
Ma se si trovasse anche solo un frammento minuscolo, ne sarebbe valsa la pena. E se  non dovessimo trovarlo va bene lo stesso. L’importante è cercare.

L'uomo di oggi vive il conflitto tra passato e futuro, tradizioni e modernità. 
E tuttavia, tuttavia si può anche scegliere di non infilarsi negli -ismi. Si può evitare di appiccicarsi addosso un'etichetta. Modernista, tradizionalista, progressista, conservatore...

La vera libertà di pensiero comporta molta solitudine, in un mondo che preferisce spesso infilare i piedi nelle pantofole di un pensiero fissato, ordinato secondo gli schemi politico-sociali ai quali aderisce e in cui ci si riconosce.
Senza vedere al di là, senza capire che a volte "l'erba del vicino" è più verde davvero. Ma solo in quel contesto, magari, in quel momento.

Perdere l'opportunità dell'istante, dell'idea "diversa" che cerca di vivere il presente del suo fiorire, prima ancora che la mente la riconosca come "amica" o "nemica" giudicandola in base all'appartenenza prima ancora che all'essenza.

Silmarillon è un esperimento particolare perché si pone in modo libero e trasversale rispetto alle ideologie e agli schemi precotti. Cerca di essere senza "padroni".
Non è facile, in un mondo sempre più schierato che rifiuta il confronto con l'ambiguità, le intersezioni, le zone grigie fra il bianco e il nero.

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Il web non è solo giungla, calderone, magma informe. 
É anche qualità, dono agli altri di ciò che si pensa o si sa.

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Un caro saluto a lettori e scrittori.


Francesca Pacini