A proposito di film.
Fuoco cammina con me!
La frase "Fuoco cammina con me!" è una sorta di preghiera, come spesso nei film di Lynch. Laura ha una catenina con un ciondolo a forma di mezzo cuore, di cuore spezzato. Appunto il fuoco è ciò che la perseguita e ciò che allo stesso tempo le manca. Il suo essere due è mancanza di rapporto col proprio segreto. Ugualmente l'agente Cooper dice in Twin Peaks, "io non ho segreti, i segreti sono pericolosi", salvo poi venir inevitabilmente vinto dal segreto e sdoppiato a sua volta.
Essere due significa insieme spezzare in due. Così Laura non riconosce il padre che abusa di lei, proiettando altro (lo spirito Bob). E lui disperato una volta scoperto: "Pensavo tu sapessi". "Fuoco cammina con me!" è preghiera di unità, di portare il proprio segreto. La memoria è ciò che si perde, la metà. Laura ha paura della propria memoria come paura dell'altro. Così il rossetto di Laura a coprire le labbra, o le maschere col naso da 'Pinocchio' degli spiriti. Solo nel sogno i ricongiungimenti, nella "loggia nera", dove il male ha un corpo e una sostanza solo se riconosciuto come altro, ed ogni persona-spirito monca, il nano, Mike l'uomo senza un braccio (di cui il nano è braccio mancante), sono insieme comodamente solo come visione e proiezione unica.
Unico sogno dell'agente Cooper che nel telefilm si perderà, sguardo autoriale su Laura, tenta di salvare Laura, entrando nel sogno (lo stesso sogno - mondo sogno, altra dimensione che a sua volta ci sogna) come sguardo che manca, sguardo unitario, fallendo e diventando Laura. Bob e Mike sono Bob e Mike altrove, come archetipi disuniti e mai riconosciuti, proiettati da Laura come cinema su ogni coppia maschile. Il nano come uomo mancante, pezzo d'uomo, perciò cattivo. L'anello, "con questo anello io ti sposo", quale ricongiunzione e morte insieme (Laura indossa l'anello e il padre deve ucciderla), riappropriazione dell'altro mondo dove essere una ed eterna, Laura-Angelo. Laura piange alla vista della propria anima.
Laura dice a Bobby: "Ero dietro di te ma sei troppo stupido per girarti". Lei sa che fuori dallo sguardo c'è l'altro mondo. James dice a Laura: "Abbiamo tutto per essere felici", lei risponde: "Abbiamo tutto fuorché ogni cosa". Il suo è un rimpianto-desiderio per un tutto unitario, tutto-fuoco, conoscenza, divenire, contro lo smembramento del presente difforme e del cattivo sogno, come in una tragedia.
Parlardi
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