A proposito di film.

Innanzitutto i film vanno guardati quando se ne ha voglia. Bisogna poi seguire l’ispirazione, farsi trascinare dai titoli o dalle locandine, sentire la serata o il pomeriggio come adatti. Non importa tanto la qualità del film, sta di fatto che se il film è ben scelto il film parla di chi lo guarda. È una specie di sogno che lo spettatore vive da sveglio. Il protagonista o quantomeno uno dei personaggi principali del film è lo spettatore. Se i pensieri più recenti hanno a che fare con rapporti sentimentali o con questioni di sesso il film troverà senz’altro il modo di parlarvene.

È interessante e molto proficuo usare come esperimento la scelta di un film che non si vede da molto tempo, di cui si è completamente dimenticata la trama, di cui si ricordano ‘vaghe impressioni’. Ecco che allora il film parla in modo molto più limpido, più aperto, quasi vi vergognate di guardarlo, vi sentite spogliati e non sapete veramente se ridere o piangere. Bisogna, mi ripeto, che il film sia ‘ben scelto’.

A partire dalla mia esperienza personale mi sento di sconsigliare altamente di proporre personalmente il film da guardare in gruppo con altre persone, a meno che queste non siano in un rapporto totalmente sincero e aperto con voi, il che non accade praticamente mai, o verso le quali non abbiate motivi di pudore. Scegliere il film è infatti come raccontare un proprio sogno. Se ci sono delle donne nella compagnia, particolarmente abili quasi tutte a decifrare, sapranno esattamente quello che state pensando dopo meno di metà film. Se poi la donna si annoia davanti al film che l’uomo ha scelto, vuol dire che l’uomo se ne starebbe volentieri da solo a guardarlo. Se la donna consiglia un film all’uomo, c’è sempre dentro un messaggio, ma se l’uomo lo riconosce non avrà mai la donna, che lo capirà subito e ne sarà offesa (alle donne non piace essere spogliate fuori dalla camera). È meglio pertanto non guardare il film e farsene parlare da un amico che lo ha visto e non se ne intende.

Se si è innamorati di una donna, parlo per gli uomini (ma forse vale anche per ‘loro’), mai regalarle un dvd con un film che vi sembra adatto. Essendo l’innamoramento un sentimento masochistico, il film parlerà senz’altro a vostro sfavore. Lei vi vedrà sicuramente nei personaggi ridicoli e opterà per altri uomini che meglio di voi impersonano l’affascinante protagonista. Se proprio volete conquistarla con un film, fatelo scegliere ad un altro, chiedendo con astuzia ad uno dei soliti ragazzi non innamorati e felicemente fidanzati cosa regalerebbe alla sua metà. Il film sicuramente non vi convincerà, ma conviene tapparsi il naso e regalarlo a lei se si vuole conquistarla al di là della condivisione di un film o di un sogno.

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Fuoco cammina con me!

La frase "Fuoco cammina con me!" è una sorta di preghiera, come spesso nei film di Lynch. Laura ha una catenina con un ciondolo a forma di mezzo cuore, di cuore spezzato. Appunto il fuoco è ciò che la perseguita e ciò che allo stesso tempo le manca. Il suo essere due è mancanza di rapporto col proprio segreto. Ugualmente l'agente Cooper dice in Twin Peaks, "io non ho segreti, i segreti sono pericolosi", salvo poi venir inevitabilmente vinto dal segreto e sdoppiato a sua volta.

Essere due significa insieme spezzare in due. Così Laura non riconosce il padre che abusa di lei, proiettando altro (lo spirito Bob). E lui disperato una volta scoperto: "Pensavo tu sapessi". "Fuoco cammina con me!" è preghiera di unità, di portare il proprio segreto. La memoria è ciò che si perde, la metà. Laura ha paura della propria memoria come paura dell'altro. Così il rossetto di Laura a coprire le labbra, o le maschere col naso da 'Pinocchio' degli spiriti. Solo nel sogno i ricongiungimenti, nella "loggia nera", dove il male ha un corpo e una sostanza solo se riconosciuto come altro, ed ogni persona-spirito monca, il nano, Mike l'uomo senza un braccio (di cui il nano è braccio mancante), sono insieme comodamente solo come visione e proiezione unica.

Unico sogno dell'agente Cooper che nel telefilm si perderà, sguardo autoriale su Laura, tenta di salvare Laura, entrando nel sogno (lo stesso sogno - mondo sogno, altra dimensione che a sua volta ci sogna) come sguardo che manca, sguardo unitario, fallendo e diventando Laura. Bob e Mike sono Bob e Mike altrove, come archetipi disuniti e mai riconosciuti, proiettati da Laura come cinema su ogni coppia maschile. Il nano come uomo mancante, pezzo d'uomo, perciò cattivo. L'anello, "con questo anello io ti sposo", quale ricongiunzione e morte insieme (Laura indossa l'anello e il padre deve ucciderla), riappropriazione dell'altro mondo dove essere una ed eterna, Laura-Angelo. Laura piange alla vista della propria anima.

Laura dice a Bobby: "Ero dietro di te ma sei troppo stupido per girarti". Lei sa che fuori dallo sguardo c'è l'altro mondo. James dice a Laura: "Abbiamo tutto per essere felici", lei risponde: "Abbiamo tutto fuorché ogni cosa". Il suo è un rimpianto-desiderio per un tutto unitario, tutto-fuoco, conoscenza, divenire, contro lo smembramento del presente difforme e del cattivo sogno, come in una tragedia.

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