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Numero 12



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All’ennesima revisione, Lolita. Sempre Lolita.

Lolita ha l’andamento vorticoso del tempo irraggiungibile dai personaggi, che inseguono se stessi negli altri senza raggiungersi. Essere sempre nello stesso luogo, l’inizio e la fine del film annullano il tempo. Gli occhi caliginosi di Lolita ‘Haze’, già così definiti da Nabokov, già trovati da Kubrick, già visti, visti? Da noi che guardiamo. Il mescolarsi dei ruoli a girotondo, con l’ingenuità che viene passata da personaggio a personaggio. La vedova ingenua contro il vampiro Humbert, Humbert ingenuo contro il vampiro Lolita, Lolita ingenua contro il vampiro Quilty (ma lei riesce a fuggire, a perpetrare nuove sottostorie, nuovi sviluppi a ripetizione in altre storie, dentro il suo matrimonio, con colui che non sente, col vicino di casa che assomiglia tremendamente a Quilty). Per culminare nella vendetta dei personaggi contro l’unico non personaggio, Peter Sellers Guilty-Quilty, colpevole appunto per non essere rappresentato in un proprio ruolo, scrittore, poliziotto, psicologo,burlescamente antico romano. Camaleontico colpevole impersonante o spersonante ogni esterno ai personaggi, ‘motore (im)mobile’, già così in molte rassegne critiche sul film. E chi è personaggio viene dato alla non morte della storia, quando il non personaggio è l’unico che muore. L’autore, il regista è Quilty, colui che deve vivere e morire nel film per vivere e morire fuori dal film, Lolita e Humbert vivono nel film per restare morti in eterno. Così finisce il libro e Kubrick vede la morte nel non tempo, nel riproporre alla fine il prologo con Humbert che chiama e invoca la sua vittima e il suo carnefice (solo un ‘personaggio’ può avere vittima e carnefice nella stessa persona).

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Magia del pavone

Quale sia il significato del pavone alla fine di Amarcord
Proiezione del regista compiaciuto e pavoneggiante all'esito della propria opera. 
Ombra vanitosa e inutile del visionario e comunque fuori luogo, fuori tempo e forse fuori stagione (la neve). 
Macchia di un altro mondo in una recita di sesso e bugie (anima, dio). 
Un simbolo di morte nel disfacimento del finale del film.
I mille occhi della coda aperta, i mille occhi (nessun occhio, occhio vuoto) del cinema. 



Il fiume rosso

Nel film Il fiume rosso il primo mandriano a morire è quello che voleva regalare alla moglie un paio di scarpette rosse. 
Nel film in bianco e nero non sarebbe stato possibile. 
Da qui la morte. 
Probabilmente è riuscito altrove a fare il regalo. 
La ragazza s'innamora di Montgomery Clift dopo che un cupido pelle-rossa le ha trafitto una spalla con una freccia. 
L'indiano resta sulla terra ucciso, assunto a divinità. 
Nell'immagine i due parlano di donne. 

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