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Numero 9



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a cura di di Claudio Lanzi
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Libro
Libro dal latino librum. Con tale parola si indica la pellicola sotto la corteccia degli alberi, sulla quale si scriveva, precedentemente all’uso del papiro. Esistono anche un arcaico latino laber ed un antico slavo labu, entrambi con il medesimo significato. Alcuni semiologi fanno risalire il termine al greco lapin nel senso di sbucciare. Infatti viene chiamato libro il terzo strato della corteccia di un albero (in ordine: scorza, alburno, libro), quello più interno. E’ invece opinione prevalente che il greco biblos con cui i greci chiamavano la sostanza fibrosa del papiro, derivi da un più arcaico termine fenicio, gybl. E’ interessante rilevare che dal latino papirus derivano i termini franco-anglofoni paper, papier.
Più complessi e densi di significati simbolici sono, sotto un certo aspetto, sia il volumen che il grasale, o graduale, che rendono l’azione dello svolgere, srotolare o del procedere per gradi. Da tale terminologia alcuni fanno derivare il fatidico termine Graal, che intesse la letteratura medioevale di tutta l’Europa.

Biblioteca e libreria
Biblioteca dal greco bibliothekè (composto da biblion, libro, e thékè, scrigno). Quindi, letteralmente scrigno dei libri. Questo un modo particolarmente raffinato per definire una raccolta di libri e si applica in genere a raccolte di grandi dimensioni dove convergono, appunto nello scrigno, oggetti rari e ricercati. Uno straordinario “scrigno di libri”, fu la famosa Biblioteca di Alessandria, forse il più grande esperimento culturale e filosofico mai tentato nel mondo. Oggi, chi consulta testi particolari, soprattutto se antichi, si rivolge alle grandi biblioteche. Splendide, a Roma, quella Vaticana o quella Casanatense.
La libreria, dal latino libraria, è invece ormai riferita quasi esclusivamente al particolare negozio dove si vendono libri, o ad un più modesto scaffale domestico.
Ne consegue che la libreria, ovvero il posto destinato al commercio, è come la panetteria, la salsamenteria, la tabaccheria, ecc.. Insomma un luogo dove ci sono oggetti in vendita e in esposizione. Oggi, tali posti, sono sempre più multimediali, sempre più usa e getta, sempre più di consumo; supermercati, insomma, e come tutti i supermercati si tratta ormai di posti dove ci sono prodotti transgenici, deteriorati, scadenti e, in linea di massima, inutili.
Se è vero, come dice una famosa statistica americana, che il 90% dei prodotti presenti in un supermarket sono sovrapposizioni gli uni degli altri, con livelli di qualità decisamente bassi …cosa dovremmo dire dei libri da supermarket? Mah.








di Claudio Lanzi
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