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Numero 9
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Contro-bicicletta
di personalità confusa
Amici, sorelle, fratelli, in un epoca di ascesa per noi web predicatori e di blog profeti, salgo a voi su questo pulpito per lanciare l’ennesima campagna sociopolitica davvero seria e meritevole.
Amici, ascoltate: in una società che non fuma, non beve, non fa colazione perché poi ingrassa, non mangia la carne perché fa venire il cimurro, non beve il caffè perché fa venire i denti gialli, in un mondo di impiegati che saltano la pausa pranzo per andare al corso di hydrospinning sincronizzato e poi siccome dopo la doccia non gli rimane più tempo per mangiare si nutrono di barrette sostitutive; in una nazione di poveracci che dopo 13 ore di lavoro anziché tornare a casa a svenire sul letto si costringono a frequentare una palestra serale, e magari fanno pure otto piani di scale invece di prendere l’ascensore così bruci gli zuccheri (delle barrette) - ebbene in un orrendo paese siffatto, noi pigri e viziosi siamo fottuti.
E destinati all’estinzione come i dinosauri del Cretaceo.
Ed è quindi venuto il momento della rivolta. Le forze del male vogliono farci sentire in colpa perché dai tempi dell’ora di educazione fisica al liceo non abbiamo mai più messo piede nel luogo che alcuni chiamano “palestra”? Non ci riusciranno. Perché noi li ripagheremo con la violenza.
Nasce qui e oggi il movimento luddista contro le palestre private: da domani noi ribelli entreremo nelle palestre di tutta la penisola e senza nemmeno chiedere permesso alla reception demoliremo a calci le macchine dell'oppressione. Al grido di “Morte al tapis roulant” e di “Basta torture, no allo step” invaderemo i gym club, i fitness center, i bodybuilding club o come diavolo li chiamano e li raderemo al suolo per poi spargere il sale sulle macerie.
Avanti, compagni, partiamo: la battaglia sarà dura - giacchè i proprietari delle palestre non solo sono molto abbronzati ma in genere menano di brutto, e per di più conoscono le arti marziali, insomma qualche schiaffo a mano aperta ce lo becchiamo di sicuro, però noi non ci fermeremo. Sento che siamo più numerosi di loro, e che molti schiavi del workout (qualsiasi cosa questa parola voglia dire) si libereranno dalle catene delle cyclette per unirsi a noi. Anzi lancio subito loro un appello: ragazzi, questi non solo vogliono farvi faticare, ma pretendono pure di essere pagati lautamente! E' una vergogna.
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