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Numero 8
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Ricerca scientifica
Ecco un termine, anzi un’associazione di termini che ha finito per assumere un significato “moderno” assai particolare. Ma se, come al solito ci soffermiamo sugli etimi, e sulla “evoluzione (per alcuni) o “dissoluzione” (per altri), che i medesimi termini hanno subito soprattutto nell’ultimo cinquantennio avremo forse trovato alcuni motivi di riflessione Dunque oggi la “ricerca scientifica” è una cosa importante, roboante, alla quale si dedicano ministeri, enti, e intorno alla quale girano quantità inimmaginabili di denaro. Si applica a qualsiasi branca dello studio, dalla chimica, alla filologia, all’astronomia, all’arte. E viene considerata tale purché sia svolta con criteri regolati da direttive riconosciute internazionalmente. Ora tali direttive originano i cosiddetti “protocolli”. Una ricerca, per essere riconosciuta come tale e quindi anche finanziata, deve soddisfare protocolli metodologici riconosciuti, ed essere avallata (o sponsorizzata) da qualcuno che abbia interesse a farlo (lo stato, l’industria, i militari, o altro). Viene chiamato “ricercatore” sia il burocrate che si occupa della gestione di fondi come il tecnico che opera di fronte al microscopio elettronico. Il ricercatore che decida di agire al di fuori di tali protocolli, o è un pazzo pieno di soldi che può autofinanziarsi, o si può scordare che ci sia qualcuno, nella serratissima congerie scientifica, che lo prenda in considerazione, anzi può esser quasi certo che verrà affossato in ogni modo. Come sappiamo esiste uno scollamento, anzi un vallo, o forse… un canyon, fra la ricerca universitaria e quella industriale. La prima tutta proiettata ad ottenere finanziamenti utili allo sviluppo… delle carriere dei docenti, la seconda tutta proiettata a ottenere prodotti che ottengano consensi di mercato. Forse per questo, allo scrivente, che ha fatto parte di piani di ricerca, quando sente questa parola…viene da ridere. Ma torniamo all’etimo. Ricerca viene da cerca, con il rafforzativo ri. L’origine latina è in circus e nel greco kirkos (anello). L’uso arcaico indica il procedere circolarmente, passando più volte per gli stessi punti e allargando o stringendo “l’anello” della ricerca stessa. Il termine veniva frequentemente abbinato alla caccia e al lavoro dei cani. Teniamo anche presente che la corruzione francese di tale parola, “cherce”, dette luogo, tra l’altro, alla cherce du Saint Graal. Il secondo termine, scientifica, deriva dal latino scio che ha un senso primitivo di decidere e anche tagliare (comune all’area germanica e indiana nella radice Weid) e solo sussidiariamente quello di sapere. Etimologicamente, dunque, la scienza, è discriminazione tra vero e falso, tra buono e cattivo. E’ quindi un’attività che ha una origine sacra (per chi crede al sacro) e assolutamente inscindibile dall’etica. La scienza è dunque un’arte che precede la conoscenza che, con scienza, oggi ha poco a che vedere. L’etimo infatti fa presupporre che si possa anche cercare senza trovare ma che purtroppo si possa anche presumere di conoscere senza cercare. Infatti mentre la gnosi (conoscenza che non ha nulla a che vedere con scienza) è acquisizione possibile di informazioni, anche senza ricerca, la scienza è, di per se, ricerca stessa dell’uomo, ed è ad un passo dalla filosofia e dalla religione. E oggi vediamo bene come la confusione sul senso di tali parole, porti ad equivoci a non finire, soprattutto perché nella ricerca scientifica, al primo posto, non c’è l’uomo nella sua interezza ma l’interesse di una parte o di un'altra.
di Claudio Lanzi info@simmetria.org
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