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Numero 4



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Parlare
Parola deriva dal latino-tardo paraula, e dal verbo poco usato parabolare. Detti termini derivano a loro volta dal greco paraballein che significa mettere a confronto, mettere in parallelo. Significa quindi l’atto di trasmettere qualcosa tramite una rappresentazione, un parallelismo che procede per similitudini e che, nella narrazione evangelica ha assunto molteplici significati simbolici. Diciamo pure con coraggio che il nostro “parlare” è assai vicino all’idea di… chiacchiericcio e assai lontano dal concetto di parabola. La traduzione latina di parlare ha un impatto fonetico e delle radici completamente diverse. Infatti è loqui. L’eloquio, l’eloquenza sono attività proprie di colui che sa convincere, spiegare e quindi non sono termini connessi al suono emesso e alla articolazione fonetica, ma alla vera e propria comunicazione fra persone.

Conversare
Normalmente con tale termine si intende il parlare amichevolmente con qualcuno. Ma è interessante rilevare che la radice latina cum-versari, iterativo di vertere, ha un suffisso semiologico in comune con la conversione e cioè vertere. Vertere ha, a sua volta, una presumibile origine indoeuropea (werth) con il senso di volgere verticalmente o divenire. Il conversare dunque indicherebbe una grande fiducia ed intimità fra coloro che con-versano e che sono intenti a mettere i loro argomenti in comune. L’uso della parola sembrerebbe quasi pleonastico. Mi viene perciò in mente che è sempre più difficile con-versare e sempre più facile… straparlare.

Insegnare
Dal latino tardo insignare col senso di imprimere. Il latino medioevale usa tale termine a significare il tentativo di infilare nella testa di studenti, forse non sempre ricettivi, nozioni varie. Cioè introdurre un signum, una memoria. Tale termine è assai meno nobile del latino docere attestato su una presunta radice indoeuropea Dek connessa all’apprendere, al ricevere mentalmente. Sotto questo aspetto la docenza è un’attitudine connessa alla capacità di qualcuno nell’apprendere e trasferire nel discente l’apprendimento. Il discente, a sua volta deriva da discere, imparare, ed ha radici simili (dek ma anche capio col senso di io prendo)
Ne deriva che, forse, oggi abbiamo tante persone che insegnano, pochi docenti e rarissimi discenti.

(Claudio Lanzi)